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CONTRAPPUNTO
Partiti · Test

A chi sei più vicino?

17 domande sui temi che dividono la politica italiana. Rispondi a quelle che vuoi: alla fine vedi quanto le tue risposte coincidono con quelle dei partiti. Le posizioni dei partiti vengono dai loro programmi, dai voti in Parlamento e dalle dichiarazioni dei leader, e per ognuna c'è la fonte. Il test non ti dice chi votare: ti dice chi, sulla carta, la pensa come te.

Le risposte restano nel tuo browser: non le salviamo e non le mandiamo a nessuno.

1 / 17 · TasseLe tasse sul reddito dovrebbero avere un'aliquota unica e bassa, uguale per tutti (flat tax).

Oggi l'Irpef ha tre aliquote: chi guadagna di più paga una percentuale più alta. La flat tax la sostituisce con una sola percentuale.

2 / 17 · LavoroCi vuole un salario minimo fissato per legge (per esempio 9 euro lordi l'ora).

In Italia i minimi li fissano i contratti collettivi, non la legge. Quasi tutti i paesi dell'Unione europea hanno invece un minimo legale.

3 / 17 · WelfareLo Stato dovrebbe garantire un reddito minimo anche a chi è in età da lavoro e non trova lavoro.

Il reddito di cittadinanza (2019-2023) lo faceva; l'assegno di inclusione che lo ha sostituito copre soprattutto famiglie con minori, anziani o disabili.

4 / 17 · PensioniSi dovrebbe poter andare in pensione con 41 anni di contributi, a qualunque età, anche se costa allo Stato.

È la cosiddetta Quota 41. Oggi la pensione di vecchiaia è a 67 anni e l'età sale con la speranza di vita.

5 / 17 · ImmigrazioneL'Italia dovrebbe rimpatriare molte più persone che non hanno diritto a restare, anche portandole in centri in paesi fuori dall'Unione europea.

Nel 2025 l'Italia ha ordinato di lasciare il paese a 21.295 stranieri senza diritto a restare e ne ha rimpatriati 4.780, poco più di uno su cinque (i due numeri non riguardano esattamente le stesse persone: un rimpatrio può arrivare l'anno dopo l'ordine). I centri in paesi terzi («return hubs») sono strutture fuori dall'Unione dove mandare chi ha un ordine di rimpatrio ma non può essere riportato subito nel suo paese. Il 1° ottobre 2026 i ministri dell'Interno dell'Unione hanno approvato il nuovo regolamento europeo sui rimpatri, che li permette sulla base di accordi con i paesi che li ospitano; i Paesi Bassi hanno firmato nel 2025 un'intesa con l'Uganda e, con Germania, Austria, Danimarca e Grecia, lavorano a un centro comune in Africa. Per i governi servono a rendere effettivi i rimpatri; le organizzazioni per i diritti umani temono che fuori dall'Unione le garanzie non si possano far rispettare.

Fonti: Eurostat, stranieri a cui è stato ordinato di lasciare il paese (migr_eiord), Italia · Eurostat, stranieri rimpatriati dopo un ordine di lasciare il paese (migr_eirtn), Italia · Euronews, Can Europe's return hubs work without breaking its own human rights rules? (8 ottobre 2026) · ECRE, European Parliament approval of the Return Regulation (2 luglio 2026) · Reuters su Monitor, Netherlands, Uganda sign letter of intent on return hub deal (26 settembre 2025)

6 / 17 · ImmigrazioneBisognerebbe favorire, o in certi casi imporre, il ritorno nei paesi d'origine anche di immigrati regolari che non si integrano (la cosiddetta «remigrazione»).

In origine «remigrazione» indicava solo il ritorno dei migranti a casa; dagli anni Novanta la usano gruppi di estrema destra, soprattutto in Francia e Germania, per chiedere espulsioni su larga scala, anche di stranieri regolari o di cittadini ritenuti «non integrati». In Germania l'AfD l'ha messa nel programma per le elezioni del 2025; in Italia il comitato «Remigrazione e Riconquista» (tra i promotori CasaPound, Rete dei Patrioti e Veneto Fronte Skinheads) ha depositato alla Camera, a giugno 2026, una legge di iniziativa popolare con 150 mila firme: espulsione automatica degli stranieri condannati e un ritorno «volontario», con incentivi e divieto di rientro, aperto anche a chi ha un permesso regolare. Oggi la legge italiana espelle chi è entrato o è rimasto senza permesso e, per ordine pubblico, sicurezza dello Stato o pericolosità sociale, anche stranieri regolari; esistono già programmi di rimpatrio volontario assistito. Non prevede di allontanare chi è in regola solo perché ritenuto non integrato.

Fonti: Pagella Politica, Remigrazione: che cosa prevede la proposta di legge di iniziativa popolare (2 febbraio 2026) · Open, Il Comitato per la Remigrazione torna a Montecitorio (30 giugno 2026) · Correctiv, domande e risposte sull'inchiesta «Geheimplan gegen Deutschland» · Normattiva, Testo unico sull'immigrazione, art. 13 (espulsione amministrativa) · Normattiva, Testo unico sull'immigrazione, art. 14-ter (programmi di rimpatrio assistito)

7 / 17 · CittadinanzaI figli di stranieri nati o cresciuti in Italia dovrebbero diventare cittadini dopo un ciclo di scuola (ius scholae).

Oggi chi nasce in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza solo a 18 anni, se ha sempre vissuto qui.

8 / 17 · EuropaL'Unione europea dovrebbe avere più poteri, anche su difesa e politica estera, al posto degli Stati.

Oggi su esteri e difesa decidono gli Stati, all'unanimità. C'è chi vuole un'Europa più unita e chi vuole più sovranità nazionale.

9 / 17 · EsteriL'Italia dovrebbe continuare a mandare armi all'Ucraina.

Dal 2022 l'Italia ha approvato dodici pacchetti di aiuti militari all'Ucraina invasa dalla Russia; il contenuto è segreto e lo conosce solo il Copasir, il comitato parlamentare sui servizi segreti. Secondo il capo di Stato maggiore della Difesa (dicembre 2025), il materiale ceduto con i primi undici pacchetti vale oltre 3 miliardi di euro; il Kiel Institute, che misura gli aiuti all'Ucraina, conta 3 miliardi di aiuti militari italiani fino ad agosto 2026, contro i 25 della Germania e i 6,2 della Francia. Il Parlamento ha autorizzato nuove cessioni fino al 31 dicembre 2026; per trasparenza sugli aiuti il Kiel Institute mette l'Italia al 27° posto su 40 paesi.

Fonti: Kiel Institute, Ukraine Support Tracker (dati fino al 31 agosto 2026) · Kiel Institute, Ukraine Support Tracker, release 31 (file dati) · Camera dei deputati, D.L. 201/2025: cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti alle autorità governative dell'Ucraina · Pagella Politica, L'Italia non ha mai smesso di inviare armi all'Ucraina (28 agosto 2026)

10 / 17 · DifesaL'Italia dovrebbe aumentare molto la spesa militare, come chiede la NATO.

Nel 2025 i paesi NATO si sono impegnati ad arrivare al 5% del PIL entro il 2035 (3,5% per la difesa in senso stretto). L'Italia spende circa il 2%.

11 / 17 · EnergiaL'Italia dovrebbe tornare a produrre energia nucleare.

Al referendum dell'8-9 novembre 1987 (governo Goria, Dc con Psi, Psdi, Pri e Pli), promosso da radicali, Democrazia proletaria e ambientalisti e sostenuto anche dal Psi, votò il 65% e il sì vinse con il 72-81%: si abrogarono il potere dello Stato di scegliere il sito di una centrale se gli enti locali non decidevano, i contributi ai comuni che le ospitavano e la partecipazione dell'Enel a centrali all'estero. Il voto non vietava il nucleare, ma il Piano energetico del governo De Mita (1988) lo abbandonò e una delibera del CIPE del luglio 1990, sotto il governo Andreotti, chiuse le centrali rimaste. Il governo Berlusconi lo aveva rilanciato con una legge del 2009; dopo Fukushima approvò una moratoria per evitare il referendum promosso dall'Italia dei Valori, ma la Cassazione lo confermò e il 12-13 giugno 2011, con il 54,8% di votanti, il sì vinse con il 94%. Ora la legge 169 del 29 settembre 2026 dà al governo un anno per scrivere le regole su piccoli reattori di nuova generazione e fusione: non autorizza ancora nessuna centrale e non sceglie i siti.

Fonti: Silvio Labbate, L'ultimo respiro del nucleare italiano, Storia e Problemi Contemporanei (2026) · Wikipedia, Referendum abrogativi in Italia del 1987 (risultati del Ministero dell'Interno) · Wikipedia, Referendum abrogativi in Italia del 2011 · Normattiva, Legge 29 settembre 2026, n. 169 · AGI, Il Senato approva il ddl sul nucleare. Cosa cambia e come funziona (24 settembre 2026)

12 / 17 · GiustiziaGiudici e pubblici ministeri dovrebbero avere carriere separate.

Oggi giudici e pubblici ministeri (pm, l'accusa) entrano con lo stesso concorso e hanno un solo Consiglio superiore della magistratura (Csm); si può cambiare funzione una volta sola, nei primi dieci anni e cambiando regione. La riforma costituzionale del governo Meloni separava le carriere, divideva il Csm in due con membri sorteggiati e creava un'Alta corte per le sanzioni ai magistrati, ma al referendum del 22-23 marzo 2026 ha vinto il No con il 53,7% (ha votato il 58,9% in Italia) e la riforma non entra in vigore. Chi è a favore dice che solo così il giudice è davvero terzo tra accusa e difesa, come vuole il processo accusatorio del 1988, e che i giudici non devono dipendere da un organo dove pesano anche i pm. Chi è contrario teme un pm staccato dalla cultura del giudice, più attento alla condanna che alla ricerca delle prove anche a favore dell'imputato, e col tempo più esposto al controllo del governo; e ricorda che i passaggi tra le due funzioni sono già pochissimi.

Fonti: Il Post, Il No ha vinto al referendum costituzionale sulla giustizia (23 marzo 2026) · ItaliaOggi, Referendum sulla separazione delle carriere: i pro e contro della riforma costituzionale (9 marzo 2026)

13 / 17 · IstituzioniIl presidente del Consiglio dovrebbe essere eletto direttamente dai cittadini.

Oggi lo nomina il presidente della Repubblica e deve avere la fiducia del Parlamento. Il premierato lo farebbe eleggere insieme alle Camere.

14 / 17 · IstituzioniLe regioni che lo chiedono dovrebbero avere più competenze e più risorse (autonomia differenziata).

L'articolo 116 della Costituzione permette alle regioni ordinarie di chiedere più poteri su 23 materie, tra cui sanità, scuola, ambiente, energia, porti, grandi reti di trasporto e beni culturali, con un'intesa con lo Stato approvata dal Parlamento. I soldi arrivano come «compartecipazione»: la regione trattiene una quota delle tasse statali pagate sul suo territorio. Per 14 di queste materie prima vanno fissati i LEP, i livelli essenziali delle prestazioni, cioè i servizi minimi da garantire in tutta Italia. Nel 2024 la Corte costituzionale ha salvato la legge Calderoli ma ne ha bocciato sette punti (si trasferiscono singole funzioni, non materie intere; i LEP li fissa il Parlamento, non il governo per decreto; le risorse si calcolano sui costi standard, non sulla spesa storica); il governo ha firmato pre-intese con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, e a inizio 2026 la legge sui LEP era ancora in Senato.

Fonti: Normattiva, Costituzione, art. 116 · Normattiva, Costituzione, art. 117 · Normattiva, Legge 26 giugno 2024, n. 86, art. 5 · Corte costituzionale, comunicato del 14 novembre 2024 sulla legge sull'autonomia differenziata · Ufficio parlamentare di bilancio, audizione sul disegno di legge delega sui LEP (22 gennaio 2026)

15 / 17 · DirittiCi vuole una legge che permetta il suicidio medicalmente assistito, a certe condizioni.

La Corte costituzionale lo ha reso non punibile in casi precisi nel 2019; il Parlamento non ha ancora fatto una legge.

16 / 17 · SanitàLo Stato dovrebbe spendere molto di più per la sanità pubblica invece di affidarsi al privato, anche a costo di tagliare altre spese o di alzare le tasse.

In Italia le famiglie pagano di tasca propria il 23% della spesa sanitaria (2024), contro il 15% della media dell'Unione europea: 41,3 miliardi di euro. Nel 2024 il 9,9% delle persone (5,8 milioni) ha rinunciato a una visita o a un esame di cui aveva bisogno, il 6,8% per le liste d'attesa, e il 23,9% ha pagato per intero l'ultima visita specialistica, senza rimborsi (era il 19,9% l'anno prima). Il servizio sanitario pubblico spende circa un euro su cinque (28,7 miliardi nel 2024) per prestazioni comprate da strutture private accreditate, che sono l'85% delle strutture per l'assistenza residenziale e il 60% di quelle per visite ed esami. Intanto cresce di più il privato puro, pagato solo dai pazienti: da 3 a 7,2 miliardi tra il 2016 e il 2023.

Fonti: Eurostat, spesa sanitaria per regime di finanziamento (hlth_sha11_hf) · Istat, Rapporto Bes 2025, capitolo 12: Qualità dei servizi · Fondazione GIMBE, Sanità: il pubblico arretra, i privati occupano gli spazi vuoti (26 novembre 2025)

17 / 17 · AmbienteLo stop alla vendita di auto nuove a benzina e diesel nel 2035 va mantenuto.

È una regola europea approvata nel 2023. C'è chi la vuole rinviare o cancellare e chi difenderla.